AIS
2026/30
Editoriale n. 30
Scarica articolo in PDFMessaggio della Presidente dell’AIS
Con questo numero si apre una nuova fase per l’Associazione Italiana di Sociologia. È il primo fascicolo pubblicato sotto la guida della nuova Presidenza e del nuovo Direttivo AIS, cui è stato affidato il compito di accompagnare la nostra comunità scientifica in un passaggio che non rappresenta soltanto un ordinario avvicendamento istituzionale, ma un momento di riflessione, rinnovamento e rilancio.
Nel programma che abbiamo definito all’inizio del mandato sono state individuate alcune linee programmatiche che consideriamo centrali per il prossimo triennio e che desideriamo qui richiamare sinteticamente. Anzitutto, rafforzare il ruolo di AIS come casa comune della Sociologia italiana: uno spazio capace di tenere insieme le differenze tra Sezioni, tradizioni teoriche e orientamenti metodologici, valorizzando la pluralità senza smarrire un’identità disciplinare condivisa. In secondo luogo, consolidare la rappresentanza dell’Associazione nei confronti delle istituzioni accademiche e politiche, in una fase in cui le trasformazioni delle politiche della ricerca, del reclutamento e della valutazione richiedono una voce autorevole, competente e unitaria.
Un ulteriore obiettivo riguarda l’attenzione alle nuove generazioni di studiose e studiosi: AIS deve essere un luogo di crescita scientifica, di confronto e di sostegno, capace di promuovere occasioni di formazione avanzata, di internazionalizzazione e di accesso alle reti europee. Allo stesso tempo, intendiamo rafforzare l’impegno per l’open science, per la qualità della produzione scientifica e per la diffusione pubblica della conoscenza sociologica, riaffermando il contributo della disciplina al dibattito sui grandi temi emergenti della contemporaneità.
Questa visione si accompagna alla volontà di avviare un percorso partecipato di riflessione sulla governance dell’Associazione e sul suo statuto, nella convinzione che le regole organizzative debbano essere coerenti con le sfide attuali e con un’idea inclusiva, trasparente e responsabile di comunità scientifica.
Il numero che presentiamo testimonia in modo eloquente una delle direttrici strategiche che il Direttivo intende sostenere: l’attenzione di AIS per i temi e gli approcci interdisciplinari. La sociologia, per sua natura, vive nell’intersezione con altre discipline e trae forza dal confronto teorico e metodologico con ambiti diversi. I contributi raccolti in questo fascicolo, pur diversi per oggetto e approccio, condividono una tensione comune: attraversare i confini disciplinari per interpretare fenomeni complessi. È questa la direzione che AIS intende promuovere, favorendo spazi di dialogo tra le Sezioni e incoraggiando relazioni sempre più strutturate con altre associazioni scientifiche delle scienze sociali e non solo.
In una fase storica segnata da cambiamenti rapidi e profondi, la Sociologia è chiamata a rinnovare i propri strumenti analitici e la propria capacità di intervento pubblico. Il nuovo Direttivo si impegna a lavorare affinché AIS sia un laboratorio vivo di idee, pratiche e responsabilità collettiva. Con questo spirito affidiamo alle lettrici e ai lettori questo primo numero, nella convinzione che il confronto scientifico e l’apertura interdisciplinare continueranno a rappresentare il cuore pulsante della nostra comunità.
Sonia Stefanizzi
In questo numero
Il n. 30 di Sociologia Italiana, oltre a farsi interprete dell’attenzione di AIS verso il pluralismo di temi e approcci che caratterizzano la nostra Disciplina, con particolare riguardo alla sua vocazione interdisciplinare, testimonia anche l’interesse della nostra Associazione verso i giovani, coerentemente con la visione evocata dalla Presidente nel suo messaggio. In tal senso, va infatti intesa la scelta di ospitare, accanto a saggi di colleghe e colleghi affermati, anche diversi contributi di giovani studiose e studiosi su temi innovativi e interessanti.
Privilegiando questi due punti di attenzione, il numero si colloca, per altro, in linea di continuità con gli obiettivi che hanno guidato la Rivista sin dalla nascita. Obiettivi di cui la precedente Direzione, in primis l’Editor Stefano Tomelleri e il co-Editor Biagio Aragona – ai quali va un sincero ringraziamento per il considerevole lavoro svolto nel triennio –, si è fatta interprete con cura costante.
Nel saggio di apertura, Mariano Longo e Angela Maria Zocchi s’interrogano sulla possibilità, per la Sociologia, di ricorrere alla pittura come stimolo teorico e come fonte di riflessione sul mondo sociale, proponendo una raffinata analisi dell’opera di Vincent van Gogh. Giorgio Pirina e Francesco Pontarelli si collocano al confine tra sociologia del lavoro e diritto del lavoro nello studio del food delivery, mostrando come l’economia di piattaforma acceleri processi strutturali di precarizzazione e generale ridefinizione delle relazioni di lavoro. Carlo Genova e Alessia Toldo propongono una ricerca qualitativa sul veganismo, guidata dalla domanda se questo fenomeno sia interpretabile come lifestyle. Un’ampia indagine mixed-methods è, invece, al centro del saggio di Brunella Fiore, Federico Paleardi e Sara Recchi su evoluzione e impatti della normativa sull’alternanza scuola-lavoro in Italia, a partire dal punto di vista dei tutors esterni. Restando nel campo delle politiche, ma concentrandosi sul livello locale, Giovanni Frazzica, Giulio Gerbino e Gaetano Guicciardo mettono a fuoco le principali criticità della governance dei processi di accoglienza e integrazione degli immigrati a Palermo, tramite una serie di interviste a testimoni privilegiati. Un altro tema di grande attualità è affrontato da Fabrizio Arcuri che illustra una ricerca etnografica condotta su TikTok circa la diffusione di una particolare configurazione di immaginario paranoico – quello della Teoria Red Pill –, legato all’ideologia della Manosphere che incita all’odio verso le donne e la cultura woke. Chiude il numero una lunga intervista a Mario Aldo Toscano, già Presidente dell’AIS dal 1992 al 1995, curata da Luca Corchia. Toscano offre elementi di conoscenza e spunti di riflessione preziosi, sia per ricostruire la memoria di alcune fasi cruciali nello sviluppo della Sociologia in Italia, sia per proiettarsi nel futuro, aprendo al dialogo con i giovani sociologi sulle attuali difficoltà della disciplina e sui presupposti per il loro superamento.
Marita Rampazi