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        <title>Sociologia Italiana</title>
        <description>Sociologia Italiana</description>
        <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/</link>
        <lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</lastBuildDate>
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            <title>Il futuro del lavoro</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//58/il-futuro-del-lavoro</link>
            <description><![CDATA[<p>In una fase di grandi cambiamenti tecnologici, sociali, geopolitici l&rsquo;incertezza e il disorientamento individuali e collettivi tendono ad aumentare. Oggi come non mai &egrave; fondamentale imparare a &lsquo;usare&rsquo; il futuro per intercettare i grandi trend del periodo e implementare le trasformazioni possibili. Questo richiede coraggio, visione e capacit&agrave; di sperimentare nuovi percorsi organizzativi e formativi.</p>
<p>Dopo il primo incontro nazionale degli esperti di <em>futures studies</em> (Trento, 7 aprile 2017; <a href="http://www.instituteforthefuture.it/wp-content/uploads/2017/05/ReportFuturesStudiesItalia.pdf" target="_blank">vedi il report</a>), questo convegno presenta i migliori contributi degli studiosi e dei professionisti italiani che &lsquo;lavorano&rsquo; con il futuro.</p>
<p>Oltre al tema ufficiale dell&rsquo;incontro &ndash; il <strong>futuro del lavoro</strong> (nei suoi diversi aspetti, dalle tendenze del mercato ai cambiamenti dei processi produttivi al rapporto fra lavoro e identit&agrave;, lavoro e formazione ecc.) &ndash; altri temi di interesse includono l&rsquo;anticipazione nelle scienze umane e sociali, la previsione tecnologica, l&rsquo;anticipazione in letteratura, nelle arti, nel design e nei giochi, lo sviluppo e l&rsquo;analisi di metodi e esercizi di futuro, l&rsquo;analisi di trend e lo sviluppo di scenari in ambiti diversi.</p>
<p><em>Comitato scientifico: </em>Ezio Andreta (CNR), Mario Bolzan (Univ. di Padova), Paolo Jedlowski (Univ. della Calabria), Carmen Leccardi (Univ. Milano Bicocca), Giuliana Mandich (Univ. di Cagliari), Roberto Poli (Univ. di Trento), Roberto Saracco (EIT-Istituto Europeo per l&rsquo;Innovazione e la Tecnologia, Trento), Fabiana Scapolo (Commissione Europea, Bruxelles)</p>
<p><em>Comitato organizzatore: </em>Mara Di Berardo (Millennium Project Italia), Roberto Paura (Italian Institute for the Future), Vincenza Pellegrino (Univ. di Parma), Luisa Tondelli (CNR).</p>
<p>I relatori invitati al convegno verranno annunciati in un secondo momento.</p>
<p>Per partecipare, invia un abstract entro il <strong>20 dicembre 2017</strong>, <a href="https://docs.google.com/forms/d/1MFnh4taKkhfJx74xHsWV2p6HCdgyIh4v0YpZ1kZQYUY/edit" target="_blank">compilando il form</a> oppure inviando un&rsquo;e-mail a mdiberardo[at]gmail.com con le informazioni a pag. 2 della call. Iscrizione al convegno: 100&euro;. Per ulteriori informazioni, contatta mdiberardo[at]gmail.com.</p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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            <title>Progetto TRIGGER</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//59/progetto-trigger</link>
            <description><![CDATA[<p>"Il progetto TRIGGER: l&rsquo;istituzione, le carriere, la ricerca" &egrave; il titolo del Convegno di chiusura del progetto europeo dell&rsquo;Universit&agrave; di Pisa che si terr&agrave; nei giorni <strong>11 e 12 dicembre 2017</strong>.&nbsp; TRIGGER (<em>TRansforming Institutions by Gendering contents and Gaining Equality in Research</em>), iniziato nel 2014, si &egrave; sviluppato su diversi piani e azioni per promuovere da una parte le carriere femminili nell&rsquo;accademia e dall&rsquo;altra modificare i contenuti e i metodi della ricerca scientifica, riconoscendo alla prospettiva di genere un valore euristico e innovativo. La salute, in particolare, &egrave; stata affrontata con un approccio multidisciplinare attraverso una revisione degli statuti epistemologici; superando cos&igrave; l&rsquo;approccio bio-medico per favorire la costituzione di gruppi di ricerca trasversali. Il Convegno sar&agrave; l&rsquo;occasione per presentare i principali risultati proveniente dai diversi ambiti di studio, oltre a dar conto del cambiamento strutturale innescato dagli interventi realizzati, per migliorare l&rsquo;equit&agrave; nei percorsi accademici.</p>
<p>Info: <a href="https://www.sp.unipi.it/it/costruire-la-salute-pensando-al-genere-progetto-trigger-listituzione-le-carriere-la-ricerca/">https://www.sp.unipi.it/it/costruire-la-salute-pensando-al-genere-progetto-trigger-listituzione-le-carriere-la-ricerca/</a></p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Research in Health and Healthcare</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//60/research-in-health-and-healthcare</link>
            <description><![CDATA[<p>The focus of the workshop will be on undertaking research in the field of Health and Illness for different audiences, focusing on methodology. Particular attention will be given to qualitative, quantitative and mixed methods with supervision from experienced tutors who are participating in the workshop.</p>
<p>PhD students and candidates who work in the field of Health and Illness are invited to present empirical contributions, conducted at a global, European, national or local level. Studies on contemporary issues in health research &ndash; e.g. body and health, mental health, health organizations, health inequalities, biomedicine, eHealth, ageing, narrative medicine, evidence based medicine, etc &ndash; are encouraged.</p>
<p>Number of places: We will select from 15 to 20 PhD students and candidates for the course. Eligibility: Students registered for a PhD in sociology or allied discipline in a European University.</p>
<p>Selection: through peer-review process. Because of the partnership with AIS Salute, a fair balance between different regions of Europe and Italy will also be considered.</p>
<p>Guidelines for applications: send a short CV (no more than 2 pages), an abstract (maximum of 500 words) and a scanned confirmation from your university signed by your supervisor by <strong>15th January 2018</strong> through phdworkshop.turin2018@gmail.com.</p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
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            <title>Il numero 10 online</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//51/il-numero-10-online</link>
            <description><![CDATA[<p>&Egrave;&nbsp;<a href="../it/21/archivio-rivista/rivista/3429581">online</a>&nbsp;il n. 10/2017 di&nbsp;<em>Sociologia Italiana</em>, con un focus dedicato a Herbert Blumer.</p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Call for papers</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//47/call-for-papers</link>
            <description><![CDATA[<p><strong>Deadline: 15 Novembre 2017</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sociologia Italiana</em>, insieme alle riviste ufficiali delle Associazioni di sociologia spagnola (<em>Revista Espa&ntilde;ola de Sociolog&iacute;a</em><em>) </em>e portoghese (<em>Sociologia On Line</em><em>),</em> propone una <strong>call for papers congiunta sul tema: "Connecting sociological research with social problems and public policies: implications for Southern European societies"</strong>, che &egrave; stato oggetto del convegno di met&agrave; mandato del RN27 ESA (Regional Network Southern European Societies) svoltosi lo scorso aprile.</p>
<p><em>Sociologia Italiana</em> dedicher&agrave; al tema la rubrica <em>Focus</em> del numero di Ottobre 2018, mentre la rivista spagnola e quella portoghese prevedono la pubblicazione di un numero speciale entro fine settembre 2018.</p>
<p>La call &egrave; aperta a tutti gli interessati, indipendentemente dalla loro partecipazione al Network in questione. Si pu&ograve; proporre un contributo in inglese o italiano per <em>Sociologia Italiana</em>, inglese o spagnolo per <em>Revista Espa&ntilde;ola de Sociolog&iacute;a</em> e inglese o portoghese per <em>Sociologia On Line</em>. Il contributo pu&ograve; essere inviato, a scelta, a una delle tre riviste, per ciascuna delle quali &egrave; stato designato un guest editor che curer&agrave; il numero o la sezione speciale di sua competenza. <em>Per Sociologia Italiana</em>, guest editor &egrave; Consuelo Corradi.</p>
<p>Precisazioni sul significato dell&rsquo;iniziativa e informazioni dettagliate circa tempi e modalit&agrave; di risposta alla call si possono trovare nelle tre versioni della stessa di seguito riportate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="media:263:AIS.call for papers.def.tutti editors" title="AIS.call for papers.def.tutti editors">Call for papers AIS</a></p>
<p><a href="media:264:Call_for_Papers_RES" title="Call_for_Papers_RES">Call for papers RES</a></p>
<p><a href="media:265:CallForPapers_SociologialOnLine" title="CallForPapers_SociologialOnLine">Call for papers Sociologia On Line</a></p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Settimana della Sociologia 13-20 ottobre</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//46/settimana-della-sociologia-13-20-ottobre</link>
            <description><![CDATA[<p><em>Nel prossimo mese di ottobre, dal 13 al 20, per la prima volta la stragrande maggioranza dei Dipartimenti universitari di area sociologica si impegneranno simultaneamente in attivit&agrave; di diffusione del sapere sociologico, rapportandosi con istituzioni e attori sociali dei propri contesti territoriali. L&rsquo;iniziativa, promossa dalla Conferenza nazionale dei Direttori e dei Responsabili delle strutture didattiche di area sociologica, assieme alle Associazioni Scientifiche dei Sociologi, ha come importate tassello il <a href="http://festivalsociologia.it/" target="_blank">Festival della Sociologia di Narni</a>, nella sua seconda edizione. L&rsquo;AIS ha partecipato attivamente a questo importante progetto, che presentiamo con le parole della Coordinatrice della Conferenza Carla Facchini.</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em><strong>Per informazioni sulle iniziative visita il sito</strong>&nbsp;<a href="http://www.settimanadellasociologia.it/" target="_blank">www.settimanadellasociologia.it</a></em>.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Cari colleghi</p>
<p>Come credo gi&agrave; sappiate, stiamo organizzando, come Conferenza nazionale dei Direttori e dei Responsabili delle strutture didattiche di area sociologica, assieme alle Associazioni Scientifiche dei Sociologi (AIS e SiSEc), la prima edizione della <em>Settimana della Sociologia.</em></p>
<p>Il modello organizzativo che ci siamo dati &egrave; quello di prevedere che i diversi Dipartimenti organizzino, nel periodo che abbiamo individuato come pi&ugrave; opportuno (dal 13 al 20 ottobre), eventi rivolti a un pubblico (tendenzialmente) non accademico sui temi sui quali hanno sviluppato maggiormente le proprie analisi/ ricerche.</p>
<p>Due gli obiettivi che con questa <em>Settimana </em>ci si &egrave; posti.</p>
<p>Il primo &egrave; quello di evidenziare la capacit&agrave; della nostra disciplina di leggere i mutamenti sociali in atto, non solo come tendenze macro a livello complessivo, ma anche collocandoli nei concreti contesti sociali e territoriali.</p>
<p>Il secondo &egrave; quello di rimarcare il ruolo &lsquo;pubblico&rsquo; dell&rsquo;Universit&agrave; come istituzione fondamentale di sviluppo scientifico e culturale, in grado di rapportarsi con le istituzioni e gli attori sociali.</p>
<p>Le iniziative si pongono quindi all&rsquo;interno di quella terza missione che, pur essendo stata formalmente associata alle due funzioni &lsquo;storiche&rsquo; dell&rsquo;Universit&agrave;, Formazione e Ricerca, non sembra essere ancora entrata tra gli obiettivi perseguiti in modo condiviso.</p>
<p>Ed &egrave; proprio questa impostazione che vuole rimarcare il ruolo centrale dell&rsquo;Universit&agrave; e dei Dipartimenti come ambiti fondamentali non solo di elaborazione teorica e di ricerca, ma anche di diffusione e di confronto del sapere, che differenzia maggiormente la nostra <em>Settimana</em> dalle iniziative che si sono sviluppate in questi ultimi anni dedicate a specifiche discipline (dal Festival dell&rsquo;Economia di Trento, a quello della Filosofia di Modena).</p>
<p>Ci sembra importante e significativo che abbiano aderito alla proposta la stragrande maggioranza dei Dipartimenti di area sociologica &ndash; o che comunque vedono una consistente presenza di sociologi: Bari, Bergamo (con Genova e Piemonte Orientale), Bologna, Catania, Cosenza, Firenze, Gorizia, Lecce, Milano (Bicocca, Cattolica e Statale), Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pisa, Roma Sapienza, Reggio Calabria, Salerno, Sassari, Torino, Trento, Trieste, Udine, Urbino, Verona e Venezia. Nella Settimana rientrer&agrave;, inoltre, il Festival della Sociologia di Narni, giunto alla seconda edizione.</p>
<p>Nell&rsquo;ambito di questa cornice condivisa, la <em>Settimana</em> si caratterizzer&agrave; non solo per la pluralit&agrave; di sedi, ma anche per la variet&agrave; dei temi trattati, dei soggetti coinvolti e delle stesse modalit&agrave; organizzative dei singoli eventi. Comune &egrave;, quindi, solo il periodo di organizzazione e, soprattutto, la decisione di presentarsi come una &lsquo;rete&rsquo;, in grado di condividere gli obiettivi di fondo e alcuni aspetti organizzativi, quali il sito WEB.</p>
<p>A questo riguardo, un ringraziamento non formale va all&rsquo;AIS, non solo per aver sostenuto l&rsquo;iniziativa, ma anche per il concreto sostegno dato per quanto riguarda l&rsquo;attivazione del sito, al quale stiamo lavorando e che a breve sar&agrave; consultabile da tutti.</p>
<p>Infine, mi fa molto piacere comunicarvi che la <em>Settimana</em> ha gi&agrave; avuto il patrocinio dell&rsquo;Istat e dello Svimez e che diverse iniziative vedranno la partecipazione dell&rsquo;Istat; hanno, inoltre, dato la loro adesione le Associazioni dei sociologi professionisti (SOIS, AIST e SISS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Carla Facchini</p>
<p><em>Presidente della Conferenza</em></p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Istat, sociologi e classi sociali</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//45/istat-sociologi-e-classi-sociali</link>
            <description><![CDATA[<p><img src="getImage.php?id=250&w=533&h=113" alt="Istat, sociologi e classi sociali" /></p><p>Mercoled&igrave; 17 maggio 2017 il Presidente dell&rsquo;Istat Giorgio Alleva ha presentato il&nbsp;<em>Rapporto annuale sulla situazione del Paese</em>. La relazione di sintesi letta a Palazzo di Montecitorio, <em><a href="http://ais-751.kxcdn.com/uploads/2017/05/istat-Sintesi-rapporto_annuale.pdf" target="_blank">L&rsquo;Italia di oggi: una lettura per gruppi sociali</a></em>, contiene una descrizione della struttura sociale del nostro paese articolata in gruppi e non pi&ugrave; in classi sociali, inoltrandosi cos&igrave; in un territorio squisitamente sociologico e sollevando molti interrogativi di tipo epistemologico, teorico e metodologico su cui &egrave; importante che la comunit&agrave; sociologica si confronti.</p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il numero 9 online</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//7/il-numero-9-online</link>
            <description><![CDATA[<p><img src="getImage.php?id=249&w=533&h=113" alt="Il numero 9 online" /></p><p>&Egrave;&nbsp;<a href="http://www.sociologiaitaliana.it/it/21/archivio-rivista/rivista/3428097">online</a>&nbsp;il n. 9/2017 di&nbsp;<em>Sociologia Italiana</em>, che apre con un omaggio&nbsp;a Zygmunt Bauman.</p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>XI Convegno AIS</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//5/xi-convegno-ais</link>
            <description><![CDATA[<h1 id="event-single-page-title">Disuguaglianze, Giustizia, Equit&agrave; nel contesto globale &ndash; XI Convegno AIS</h1>
<div>
<p>Giustizia ed equit&agrave; sono state le parole d&rsquo;ordine che hanno ispirato le politiche redistributive del secolo scorso, con l&rsquo;obiettivo di ridurre, se non eliminare, le disuguaglianze sociali di classe, di genere, territoriali, di accesso alle risorse, di capacitazione. Agli inizi del XXI secolo, non solo le disuguagliane permangono, nelle forme tradizionali a tutti note, ma assumono forme e contenuti nuovi.</p>
<p>A fronte di questa realt&agrave;, il convegno si propone di sviluppare una riflessione sull&rsquo;eredit&agrave; del XX secolo, una valutazione attenta della tenuta e della capacit&agrave; euristica dei concetti di equit&agrave; e giustizia, l&rsquo;individuazione di opportune cornici teoriche entro le quali inquadrare il tema delle disuguaglianze, oggi.</p>
<p>In particolare, il convegno si pone l&rsquo;obiettivo di aprire una riflessione su alcuni interrogativi relativi ai cambiamenti in atto nelle societ&agrave; contemporanee, cercando risposte adeguate sul piano scientifico: Che cosa si intende oggi per &lsquo;societ&agrave; giusta&rsquo;? Che cosa sono e come si articolano i &lsquo;diritti sociali&rsquo;? Quali disuguaglianze nelle opportunit&agrave; o negli esiti sono &lsquo;pi&ugrave; giuste&rsquo; &ndash; nel senso di fisiologiche, quali sono pi&ugrave; semplici da contrastare, quali sono inaccettabili in una societ&agrave; moderna e democratica?&nbsp; Quali i vecchi e i nuovi volti delle disuguaglianze sociali? Quali la portata e la dimensione delle disuguaglianze di oggi?</p>
<p>Il Consiglio Direttivo ritiene che le sezioni, con la ricchezza dei loro approcci conoscitivi&nbsp; e la diversit&agrave; dei percorsi e delle aree di studio e ricerca possano dare un validissimo contributo teso a ricostruire la nuova geografia delle disuguaglianze sociali (di classe, di genere, generazionali, etniche, di capitale umano e sociale, di accesso alle nuove tecnologie, territoriali ecc.), ricollocando il sapere sociologico in una dimensione di visibilit&agrave; e riconoscimento nel panorama politico e culturale.</p>
<p>Il convegno si chiude con una tavola rotonda focalizzata sulle disuguaglianze territoriali, soprattutto economiche e strutturali, che segnano ancora profondamento la geografia del nostro Paese.</p>
</div>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Perché l’Università non sia messa in liquidazione</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//8/perche-l-universita-non-sia-messa-in</link>
            <description><![CDATA[<p><img src="getImage.php?id=203&w=533&h=113" alt="Perché l’Università non sia messa in liquidazione" /></p><p>Il continuo slittamento dei termini per la presentazione dei prodotti della ricerca, ai fini della VQR e il rinvio, al momento sine die, della pubblicazione del bando per la seconda Abilitazione scientifica nazionale, sono indicatori di un malessere che sta travagliando la nostra Universit&agrave;, di cui &ndash;&nbsp; sembra &ndash; il MIUR non abbia consapevolezza o non voglia prendere atto.</p>
<p>&ldquo;Forte &egrave; la consapevolezza &ndash; come dicevano nel documento del 26 ottobre &ndash; che l&rsquo;Universit&agrave;, e in particolare la ricerca in Italia, siano state messe in liquidazione e che il lento slittamento verso una situazione da terzo mondo sia gi&agrave; iniziato. Il futuro che ci aspetta, anche in caso di ripresa economica, &egrave; quello di un Paese con un capitale umano inadeguato, in cui la scolarizzazione, soprattutto quella superiore, &egrave; appannaggio di pochi e nel quale i livelli di esclusione sociale sono tanto elevati da compromettere la tenuta della democrazia.<br />La mobilitazione che in questo momento si sta diffondendo nei diversi Atenei testimonia lo sforzo di chi crede che il declino non sia e non debba essere un destino. &Eacute; una mobilitazione che non chiede nulla pi&ugrave; di quanto in questi anni &egrave; stato sottratto e di ci&ograve; che &egrave; stato oggetto di promesse mai mantenute: riconoscere e premiare il merito, tenuto conto delle reali condizioni in cui si svolge la ricerca. La valutazione deve essere uno strumento di crescita e di sviluppo dell&rsquo;Universit&agrave; e della sua specifica mission &ndash; l&rsquo;integrazione di ricerca e didattica &ndash; non uno strumento punitivo volto a una selezione darwiniana, che continuerebbe a impoverire l&rsquo;intero Paese e ad aumentare i divari tra Nord e Sud&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;attuale mobilitazione contro la VQR, che non si pu&ograve; liquidare definendola &lsquo;sgangherata&rsquo; (come qualcuno dell&rsquo;ANVUR si &egrave; permesso di dire!), ma &egrave; una forma civilissima di disobbedienza civile, rappresenta il tentativo &ndash; non importa se di pochi, di tanti o di tutti &ndash; di portare alla luce, dare visibilit&agrave; a lenti processi di impoverimento dell&rsquo;Universit&agrave; italiana, che si &egrave;&nbsp; vista tagliare finanziamenti, risorse e posti. E questo per un malinteso senso della competitivit&agrave; che dovrebbe, attraverso una pesante e opinabile selezione,&lsquo;garantire&rsquo; la qualit&agrave; di pochi e selezionati atenei.<br />La selezione &egrave; opinabile perch&eacute; affidata a strumenti di valutazione, sia bibliometrici che non, antiquati, di cui eminenti studiosi, anche stranieri (l&rsquo;ANVUR ci tiene tanto all&rsquo;internazionalizzazione, ma solo quando le conviene!), hanno mostrato limiti e ambiguit&agrave;.<br />La selezione &egrave; pesante perch&eacute; applica criteri di valutazione &lsquo;cosiddetti&rsquo; oggettivi, che in realt&agrave; calzano solo per un modalit&agrave; standard di fare ricerca e produrre conoscenza, che rende difficile ottemperare ad uno dei criteri tanto cari al nostro sistema di valutazione: innovativit&agrave; e originalit&agrave;.<br />La selezione, infine, &egrave; per tanti versi arbitraria, in quanto scarica sui valutatori la responsabilit&agrave; di valutare l&rsquo;impatto reale o &ldquo;potenziale&rdquo; di un prodotto della ricerca, pur sapendo che, nei settori non bibliometrici, in cui l&rsquo;impatto si evidenzia ex post e spesso a distanza di anni, non risulta che siano disponibili &lsquo;sfere di cristallo&rsquo; attraverso le quali leggere il futuro (neanche a breve termine).<br />La presa di posizione della CRUI, che ha chiesto l&rsquo;apertura di tavoli tecnici con la Ministra &egrave; molto importante e significativa: conferma che sono giunti al pettine una serie di problemi, tra i quali c&rsquo;&egrave; indubbiamente quello della VQR (ma non &egrave; il solo!), che stanno incidendo in maniera significativa sul&nbsp; funzionamento degli Atenei, anche di quelli pi&ugrave; virtuosi. Blocco del turn-over, riduzione regolare e progressiva del fondo di finanziamento, difficolt&agrave; a chiamare gli idoneati, tagli dei fondi alla ricerca, rispetto ai quali le risposte date sono a dir poco irrisorie e costituiscono per tanti aspetti uno schiaffo a chi dentro gli Atenei lavora. Come, ad esempio, la chiamata di cervelli in fuga, ovvero il piano di attivazione dei RTD di tipo B. Risposte che ignorano totalmente i problemi dei ricercatori che ogni giorno lavorano nei nostri Atenei, con poche o nulle prospettive e risorse.<br />La scesa in campo della CRUI ha avuto, tra l&rsquo;altro, la funzione importante di far emergere, anche a livello di opinione pubblica, i seri problemi che tutte le Universit&agrave; stanno vivendo, rispetto ai quali &ndash; ribadiamo &ndash; le risposte sono state timide e mai centrate sui veri problemi.</p>
<p>Al di l&agrave; dei limiti degli attuali processi di valutazione attivati dall&rsquo;ANVUR, rispetto ai quali siamo spesso intervenuti come AIS, in un atteggiamento anche costruttivo, teso al miglioramento dei processi, come Comunit&agrave; dei sociologi vorremmo &ndash; ci sia concesso di sognare &ndash; che la valutazione dei prodotti della ricerca (sulla cui importanza nessuno discute):</p>
<ul>
<li>riguardasse la qualit&agrave; intrinseca del prodotto, indipendentemente dal contenitore;</li>
<li>non fosse strumento di una sostanziale riduzione dei &lsquo;punti&rsquo; di diffusione della conoscenza, legittimando posizioni di monopolio di riviste e case editrici, che finiranno per determinare chi e come &egrave;&nbsp; abilitato a &lsquo;parlare&rsquo;;</li>
<li>non si trasformasse in un appiattimento delle ricche e molteplici&nbsp; tradizioni di ricerca, che caratterizzano le scienze sociali e umane, privilegiando, ad es., le ricerche empiriche, i cui risultati sono per definizione provvisori (legati al tempo e allo spazio di riferimento), a meno che non si inseriscano in un pi&ugrave; generale quadro teorico di riferimento che le legittima e le sostanzi; non si fa ricerca empirica senza una teoria di riferimento;</li>
<li>mettesse il luce lo stretto legame tra qualit&agrave; e quantit&agrave; dei prodotti, da un lato e risorse disponibili, dall&rsquo;altro;</li>
<li>fosse occasione (ma questa &egrave; responsabilit&agrave; nostra non dell&rsquo;ANVUR) perch&eacute; le diverse comunit&agrave; scientifiche e le diverse anime che vivono all&rsquo;interno della medesima comunit&agrave;, in una relazione di reciproco riconoscimento, discutessero e individuassero quali siano i criteri di valutazione condivisi, rispetto ai quali valutare l&rsquo;importanza e la portata conoscitiva di un prodotto.</li>
</ul>
<p>Nella speranza che la situazione di stallo che stiamo vivendo, possa diventare occasione di un ripensamento generale su che cosa sta succedendo alla ricerca e alla didattica dentro le Universit&agrave;, e come le nostre vite di lavoro quotidiano stanno cambiando, impegnati pi&ugrave; nell&rsquo;assolvimento di procedure burocratiche che in un sereno lavoro di ricerca, ribadiamo&nbsp; che la mobilitazione in atto contro la VQR rappresenta un&rsquo;occasione da non perdere per invertire una linea di&nbsp; declino in atto da anni.</p>
<p><em>Il Direttivo Ais</em></p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//8/perche-l-universita-non-sia-messa-in</guid>
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            <title>Forum Giovani AIS</title>
            <link>https://sociologiaitaliana.egeaonline.it/it//9/forum-giovani-ais</link>
            <description><![CDATA[<p><img src="getImage.php?id=194&w=533&h=113" alt="Forum Giovani AIS" /></p><p>Ogni anno il Direttivo dell&rsquo;AIS propone una nuova edizione del Forum Giovani AIS, allo scopo di contribuire alla ricognizione della mappa degli interessi dei giovani ricercatori italiani e, al tempo stesso, favorire una discussione, aperta a tutta la comunit&agrave; scientifica dei sociologi, dei loro lavori e delle loro ricerche pi&ugrave; significative.</p>
<p>Le edizioni del Forum Giovani sinora realizzate hanno contribuito alla circolazione di idee, alla disseminazione di linee di ricerche innovative, alla visibilit&agrave; scientifica di percorsi metodologici e teorici che si segnalavano come particolarmente degni di essere seguiti nei loro sviluppi.</p>
<p>Potete seguire le attivit&agrave; del Forum Giovani anche su&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/pages/Giovani-Sociologi-AIS/#!/pages/Giovani-Sociologi-AIS/149583188395931" target="_blank">Facebook</a>.</p>]]></description>
            <pubDate>Fri, 01 May 2026 01:07:29 GMT</pubDate>
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